Marghera District un luogo ricco di storia

da Verdi a Bramante, 2 km di strade tra storia, sapori e shopping.

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Marghera District un luogo ricco di storia

Piazza Buonarroti. La Casa di riposo per musicisti (Cà Verdi).

‏“I refettori sono due ampie sale illuminate, ciascuna da due delle finestre bifore della facciata: prospettano, quindi, la piazza Michelangelo Buonarroti, donde si allarga un campo di vista sterminato, coronato lontanamente dai candidi pinnacoli del Duomo e più lontano da una fluttuante linea di fantasmi montani: sono le colline della Brianza, i monti del Comasco, che vagamente, con fluttuanti linee scendono alle vallate. È lo spettacolo areato, espanso al sole che il Grande Maestro tante volte s’indugiò a contemplare dalle terrazze laterali della casa. In piedi o seduto, immoto, con quell’acuto suo sguardo fosforescente, fermo o errante nervosamente, in quei supremi anni della gloriosa sua vita chi può dire quali pensieri accarezzasse, quali visioni risalutasse, quali ricordi, quali rimpianti, quali gioie o quali dolori a vicenda l’allietassero o lo turbassero. Evidente in ogni modo che certe sue pause (che talora si prolungavano, s’addensavano in veri silenzi) erano, o parevano, piene di tristezza, evidente che quel certo suo parlare a scatti, con voce fioca, rotta da secche risatine esprimeva un’emozione convulsa: significantissima, in ogni modo, per noi quell’aria che alla fine ricomponeva le linee del suo volto in un’espressione di pacata, conscia, quasi solenne soddisfazione, destituita d’ogni più tenue ombra d’orgoglio volgare’’.

Questa descrizione della famosa casa di riposo si può leggere nella prima pubblicazione sulla casa di riposo, edita da Ricordi.

La Casa di riposo per musicisti o, semplicemente, Casa Verdi (Cà Verdi), è un edificio che non passa inosservato e, dalla sua fondazione, di grande importanza storica e culturale per la città, oltre che per il quartiere.

Fondata da Giuseppe Verdi nel 1896 e realizzata dall’architetto Camillo Boito in stile neogotico, Casa Verdi ospita anche le tombe dello stesso compositore, morto nel 1901, e di sua moglie Giuseppina Strepponi, morta nel 1897.

‏Ma il grande Maestro continua a veglia sui suoi ospiti anche dal centro di Piazza Buonarroti, dove si erge la sua statua realizzata da Enrico Butti.
‏“Un passante appena più alto degli altri passanti”, la descrive Alberto Savinio nel 1944.

‏In effetti, ciò che stupisce di questa statua, inaugurata il 10 ottobre 1013, è l’atteggiamento rilassato con cui è stato rappresentato Verdi. Per nulla imponente ma, anzi, quasi dimesso tanto che, sempre Alberto Savinio, scrive:
‏“Si vorrebbe scavalcare la ringhierina di ferro battuto, aiutare il buon Maestro a scendere dallo zoccolo, dargli una mano per fargli attraversare la strada, accompagnarlo sotto l’ombrello dentro la Casa di Riposo”.

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‏Dal centro di Piazza Buonarroti, dove è presente la statua di Verdi, ci si può incamminare per via Buonarroti e raggiungere Piazza Piemonte.

Piazza Piemonte, il Teatro Nazionale.

All’inizio del Novecento, il regolamento edilizio di Milano vietava di costruire edifici più altri di 28 metri. “In virtù della vastità della piazza”, tuttavia, venne concessa una deroga speciale per alzare di dieci metri i due palazzi gemelli realizzati nel 1923 da Mario Borgato. All’epoca dello loro costruzione, i due palazzi venivano considerati dei veri e propri grattacieli, anche se oggi, con il loro nove piani, sono costretti a lasciare questo appellativo ad altri e più importanti edifici.

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‏I due palazzi di Borgato che svettano in Piazza Piemonte, restano comunque un magnifico esempio di stile dèco e sono tra i più belli presenti a Milano. Mauro Borgato regala alla città un terzo “grattacielo” – recentemente restaurato e meno eclettico dei due gemelli – e, sempre in piazza Piemonte, il teatro Nazionale. Il Teatro Nazionale fu inaugurato nel 1923 da Mauro Rota e, per lungo tempo, impiegato come cinematografo. Solo nel 1979 Giordano Rota, figlio di Mauro, lo fece tornare alla sua antica funzione. Oggi, dopo la completa ristrutturazione da parte della multinazionale olandese Stage Entertainment, il teatro è diventato sede di famosi musical in stile Broadway, spesso tenuti in scena per un’intera stagione.

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‏Da Piazza Piemonte si snodano Corso Vercelli, via Sardegna, via Washington, via Elba e via Marghera

Via Marghera e il quartiere della Maddalena.

‏Da questa cartina stradale del 1904 si nota che il percorso originale di corso Vercelli comprendeva anche l’attuale via Marghera per concludersi poi nella Maddalena, zona soggetta alle esondazioni del fiume Olona e dove erano presenti gli stabilimenti De Angeli – Frua.

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‏L’industria di tessuti stampati di Ernesto de Angeli venne fondata nel 1872 e utilizzata per la sua produzione le acque dell’Olona che scorreva poco distante. Nel 1896 de Angeli si unisce in società con Giuseppe Frua e la zona della Maddalena, fino a quel momento caratterizzata da un insieme di case di campagna e un ponte sull’Olona, diventa un vero quartiere industriale.
‏Durante gli anni Venti il fiume è stato deviato e negli anni Cinquanta si conclude l’attività della de Angeli – Frua anche se, la piazza in cui si conclude l’attuale via Marghera, prende in nome dal primo dei fondatori dell’Industria.

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In Piazza de Angeli si è invece conservata la colonnina votiva a Santa Maddalena, da cui prende il nome il quartiere, fatta erigere da San Carlo Borromeo a ringraziamento per la cessazione della peste del 1576-77. La colonnina votiva a Santa Maddalena, oggi ancora presente, mentre è andata invece perduta la statua realizzata dallo scultore Egidio Boninsegna. Nel 1962, per agevolare il passaggio della metropolitana, la fontana venne smontata e poi trasferita altrove.
‏Da allora se ne sono perse le tracce, nonostante il vivo interesse di molte persone tra cui Pierluigi Boninsegna, figlio di Egidio.

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‏Una foto storica della fontana, inaugurata il 12 luglio 1921 a sx e della colonnina votiva a Santa Maddalena a dx.

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